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COTTOLENGO AGOSTINO
(a destra Autoritratto, 9 maggio 1828, carboncino su carta, 27x22, Bra, Casa natale del Santo)

Data e luogo di nascita:  Bra (CN), 1794

Data e luogo di morte:  Bra (CN), 8 aprile 1853

Biografia:   Da Giuseppe Antonio Cottolengo (1764/1840), mercante di panni e poi esattore delle imposte durante il periodo francese, e una nipote di Giuseppe Andrea Almonte, rettore delle scuole di Bra ed appartenente ad una cospicua famiglia braidese, nacquero ben 12 figli.
Il più importante è Giuseppe Benedetto (1786/1842) fondatore a Torino della Piccola Casa della Divina Provvidenza (1828), e proclamato Santo da Pio XI (1934). Anche altri fratelli furono personaggi importanti: Luigi teologo divenne Canonico della Collegiata di Chieri; padre Alberto priore provinciale dei domenicani, parroco di Santa Maria di Castello a Genova e segnalato addirittura per ricoprire la carica di arcivescovo di Genova. Un quarto figlio, Agostino, divenne pittore.
Iniziò la sua attività intorno al 1817 e non fu coinvolto, come certa storiografia sostiene, nei moti liberali del 1821. Fino al sopraggiungere della tisi che lo portò alla morte fu prolifico pittore di pale d’altare, almeno una trentina tra Torino e Provincia di Cuneo (tra il 1826 e il 1852).
La sua fu una committenza importante: Tancredi Falletti di Barolo, mecenate, filantropo, su segnalazione del professor Palmieri, gli ordinò la pala con S. Carlo e S. Francesco di Sales Torino, Basilica del Corpus Domini (1836) e il cavalier Annibale Saluzzo di Monesiglio gli commissionò una tela con S. Andrea per la cappella del castello di Monesiglio (1833). Anche il Casalis ricorda quattro grandi tele con le Storie del Battista, Bra, Arciconfraternita della Misericordia (1832-1834). Una grande sala nella restaurata Casa Natale del Santo ospita le testimonianze pittoriche di Agostino con, tra altre opere, una pala d’altare con Cristo risorto commissionata dai Rettori della Confraternita dei Battuti Bianchi di Bra (1829).
Fu anche abile ritrattista ufficiale dell’alto clero torinese e dei Vescovi di tutte le Diocesi piemontesi. Si ricordano il Ritratto del Beato Cottolengo, Bra, sacrestia della chiesa di Sant’Andrea.
Lasciò molti disegni a matita con lumeggiature bianche, (in collezioni private) che rivelano un tocco robusto, una forte capacità espressiva dove il disegno sapiente costruisce la forma.
La sua attività pittorica nella prima metà dell’Ottocento è stata cerniera non secondaria tra la pittura neoclassica imperante e un embrionale preverismo collegato al territorio, da rivalutare in tutti i suoi aspetti. Tenne a Bra una scuola di pittura e disegno che lo rese pittore di spicco della realtà territoriale piemontese tra Alba, Asti e Cuneo nella prima metà dell’Ottocento (1825-1851). Un carteggio con gli allievi e alcuni registri di contabilità, nell’archivio della Casa Natale a Bra, illuminano sui particolari della scuola. Fu maestro dal giovanissimo Michelangelo Pittatore, di Domenico Fuseri e Bartolomeo Bellisio.
Le sue opere non sono reperibili sul mercato.

Bibliografia:  CASALIS G., Dizionario Storico Geografico degli Stati di S. Maestà, Torino 1834;
PIANO L. (a cura di), Carteggio di San Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842) , Torino 1989, lettere n. 28, 108,134, 176, vol. I;
MOLA A.A.-BERARDO L., Storia di Bra, dalla rivoluzione francese al terzo millennio, vol. I, Cuneo 2002;
LEVI 77;
REVIGLIO DELLA VENERIA M.L., L’altro Cottolengo: il pittore Agostino (1794-1853) a 150 anni dalla morte, in Pagine di Piemonte, 2003

Scheda a cura di:  MLRdV




Angioletti, s.d., tempera su cartone, 20x24, collezione privata



Cristo risorto, pala d’altare, 1829, olio su tela, 361x233, Bra, Casa natale del Santo



Ritratto del fratello San G.B. Cottolengo, olio su tela, 82,5x65



Bra, Casa natale del Santo G.B. Cottolengo, lato est



Ritratto, 1843, 30x40, collezione privata Lucca